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Intervista: GOTLAND


Un lavoro come "Rise" non è passato inosservato a noi di Heavymetalmaniac.it, per tante ragioni. Innanzitutto si tratta di un lavoro ambizioso e complesso, un qualcosa di imperdibile per chi ama il black/death metal più sinfonico e "progressivo". Poi perchè è l'ennesimo centro della nostra Italia, e si sa che noi non siamo nazionalisti per forza, ma ci teniamo a dare il giusto spazio alle nostre realtà, in quanto spesso e volentieri non ce l'hanno altrove...Bando alle ciance, la parola passa al cantante Irmin e al chitarrista EG Orkan.
PS: la recensione di "Rise" è disponibile QUI.

01 – Ciao ragazzi e benvenuti su Heavymetalmaniac.it. Come nasce un lavoro complesso come “Rise”? Qual è la scintilla che ha portato a questa complessa opera? 
In primis un saluto a tutti i seguaci di HeavyMetalManiac e un ringraziamento a voi della redazione per questo spazio che ci dedicate. Il concept dietro Rise è un’idea che nasce da un brano scritto dalla band nel 2009, chiamato Silva Horrida. Il testo raccontava la caduta delle Legioni Romane nella foresta di Teutoburgo, una tappa fondamentale della storia dell’Impero e delle invasioni barbariche successive. Dopo diversi anni, con l’entrata in formazione del nuovo cantante Irmin (che si inizia a dedicare ai nuovi testi) decidiamo di raccontare più nello specifico i fatti accaduti in quel periodo storico. In particolare, il nostro obiettivo è stato quello di creare un concept album, come sempre solidamente basato sulle verità storiche, ma questa volta cercando di esplorare anche la psicologia di un personaggio e non solo raccontando gli eventi. Affascinati dall’evento storico in questione, ci siamo informati approfonditamente su Arminio e la sua vita, scegliendo infine di puntare proprio sulla sua figura per Rise. Il suo travaglio interiore, il suo essere diviso a metà tra la sua tribù germanica di origine e l’Impero che lo ha cresciuto e le sue vicissitudini personali si intrecciano perfettamente con gli eventi storici di cui è assoluto protagonista e che sono uno specchio della situazione dell’Impero Romano in quel periodo storico, in bilico tra l’essere al suo massimo splendore e il suo primo declino. 

02 – Quali sono i concept che in qualche modo hanno ispirato, e forse influenzato “Rise”? 
In realtà dietro Rise non c'è un concept vero è proprio che c'ha ispirato. Essendo noi tutti appassionati di cinema e serie tv, dopo un'attenta e precisa documentazione, abbiamo voluto rappresentare in musica gli avvenimenti storici e la vita di Arminio più in chiave cinematografica che altro. La suddivisione in atti, la voce narrante presente in quasi tutti gli intermezzi, la scelta meticolosa dei personaggi rappresentati dagli ospiti all'interno dell'album, i momenti drammatici e quelli più violenti, sono stati pensati più come la stesura di una sceneggiatura che la realizzazione di un album. L’idea, invece, avere ogni ospite che dia voce a un personaggio specifico che parla in prima persona è stata ripresa da concept come quelli degli Avantasia o Ayreon, anche se per noi trasposto nel nostro genere più estremo. 

03 – Quanto tempo avete impiegato per la sua costruzione e realizzazione? 
I tempi per la realizzazione di Rise sono stati a dir poco lunghissimi. Con il single del 2016 Traitor or Savior, nasce l'idea di sviluppare seriamente un concept dedicato alla figura di Arminio. Inizialmente quel singolo doveva essere l’apripista per un EP dedicato al personaggio, ma presto ci siamo resi conto che la storia aveva bisogno di un intero album (ed essendo arrivati a un totale di 17 tracce, con il senno di poi avevamo ragione). Il songwriting diventa una sfida con noi stessi, tra idee interessanti e brani letteralmente cestinati. Essendo il nostro primo concept album, ci è voluto del tempo per capire come far combaciare storia, personaggi e testi con atmosfere, musica e note adeguate. La scrittura di tutto il concept termina nel 2018 ed entriamo nei ViP Studio di Torino nel 2019 per la registrazione. Purtroppo a metà della produzione ci ritroviamo a dover fare i conti con l'impensabile, perché scoppia la pandemia mondiale del Covid-19. Come tutti, subiamo il lungo stop imposto dai lockdown e ci vediamo costretti ad accantonare la produzione di Rise. Con il 2021 alle porte, ripartono i lavori di produzione dell'album: tra mixaggi dei brani via Skype, telefonate notturne con gli ospiti per le rispettive registrazioni delle parti e diverse vicissitudini che sembrano non avere fine. Si giunge così nei primi mesi del 2022 con l’album finalmente concluso e consegnato all'etichetta Earth and Sky Productions, che però ha diverse difficoltà nella stampa del disco, dovuto alle varie problematiche post-pandemia, e di conseguenza l'uscita slitta in più di una circostanza. Inutile nascondere i momenti di sconforto che abbiamo attraversato in quel periodo, ma oggi siamo estremamente orgogliosi del risultato finale ottenuto e il fatto di poter dedicare mesi extra alla produzione nei mesi di lockdown ci ha permesso di limare ancora di più il lavoro. 

04 – Da dove siete partiti? La musica ed i testi sono stati creati insieme? Come si è svolta la fase creativa? 
La fase di composizione dei Gotland solitamente nasce dalla parte strumentale e in seguito adattiamo i testi. Nel caso di Rise, è stato un po' diverso: avendo tirato giù una sceneggiatura vera è propria per il concept, divisa in atti, la parte complicata è stata scrivere il brano giusto per i "paragrafi" della storia che stavamo raccontando. All'interno di Rise raccontiamo le emozioni di un Arminio che passa dall'essere uno straniero che marcia sotto i vessilli Romani nella sua madre patria, a fare i conti con i fantasmi del passato che reclamano vendetta per le sue tribù che subivano l'oppressione dell'Impero. Attraversiamo poi momenti violenti e che hanno segnato la storia, come l'imboscata ai danni delle Legioni sotto il comando del generale Publio Quintilio Varo nella foresta di Teutoburgo, per poi ritrovarci catapultati in situazioni estremamente drammatiche e personali del protagonista. In tutto questo abbiamo cercato di comporre una sorta di colonna sonora che secondo noi rappresentasse al meglio gli avvenimenti storici e le situazioni ed emozioni che i personaggi si ritrovavano a fronteggiare. Questo ovviamente senza rinunciare al nostro sound e all’impronta musicale che volevamo avesse l’album, cercando il miglior compromesso tra questi due aspetti ugualmente importanti. 


05 – Trovate che questa storia di ribellione e autodeterminazione possa avere dei collegamenti con la storia recente? 
Come ci insegnano gli storici, la storia in alcuni aspetti si ripete molto spesso. Abbiamo scritto questo concept qualche anno fa ormai, ma a ripensarci ora (con le dovute e necessarie differenze e contestualizzazioni) può sicuramente essere paragonato a quanto sta avvenendo in Ucraina. Certamente, con questo non vogliamo paragonare l’Impero Romano di allora alla Russia attuale, anche perché il mondo odierno è ancora più complesso e globalizzato. Tuttavia, è sicuramente vero che venire a contatto con eventi così importanti della storia passata, può aiutarci a comprendere e contestualizzare meglio anche ciò che sta accadendo nell’attualità in tantissime parti del mondo. Infatti, abbiamo preso ad esempio l’Ucraina in quanto caso emblematico, ma ora o nella storia recente ci sono tantissimi altri popoli che stanno lottando o hanno lottato per la propria autodeterminazione. 

06 – Ci raccontate in breve la storia che avete voluto narrare, come l’avete voluta narrare e con quale criterio avete inserito i diversi ospiti presenti e chi sono gli ospiti? 
La storia narra della vita di Arminio, un germano della tribù dei Cherusci che da bambino viene ceduto all’Impero Romano dal padre per mantenere la pace. Arminio cresce a Roma e si fa strada nei ranghi dell’esercito, fino a quando viene rimandato nella sua patria sotto il comando di Varo. Lì, rincontrando il suo popolo, metterà in dubbio la sua lealtà verso l’Impero, portando infine a sfruttare le sue conoscenze sull’esercito romano per impartire una dolorosa sconfitta alle legioni di Varo nella Battaglia della foresta di Teutoburgo. Questo innescherà una serie di eventi che porterà i Romani a fermare i propri confini lungo le sponde del Reno, non tentando più l’annessione delle tribù germaniche all’Impero. Il concept è narrato da Arminio in prima persona, in quanto, oltre ai fatti storici, volevamo dare spazio anche al dramma interiore e alla psicologia del personaggio. I vari ospiti che sono presenti nell’album impersonano altri personaggi chiave che interagiscono con il protagonista: Manuel Visconti (Atavicus, Rota Temporis) è Varo, Haiwas (Veratrum, Voland) è lo zio di Arminio Inguiomero, Chiara Di Mare (Elegy of Madness) è Thusnelda, la compagna del protagonista, Simone Scocchera (Shadowthrone, Fictio Solemnis, ex-Voltumna) è suo fratello Flavus e Davide Cicalese (Furor Gallico) è il condottiero romano Germanico. Inoltre, è presente nell’album anche un narratore, l’attore teatrale e doppiatore Luciano Caratto, che ricopre anche il ruolo dell’Imperatore Augusto. Inoltre, come avete correttamente notato nella vostra recensione, abbiamo usato due lingue: l’italiano per i personaggi relativi all’Impero Romano e l’inglese per i personaggi delle tribù barbare/germaniche. 

07 – E dopo averci presentato in modo articolato “Rise”, presentateci i Gotland: quando sono nati e chi sono oggi.
I Gotland nascono tra le valli Chieresi, vicino a Torino, da un'idea di due amici nel lontano 2007. Dopo i primi EP del 2008 e 2010, iniziamo a farci strada nella scena underground piemontese attraverso svariati live show. È però nel 2014, con l'uscita del primo full-length Gloria et Morte, che la band raggiunge un minimo di notorietà anche fuori dal Piemonte, grazie alla critica e alla partecipazione di festival nazionali prestigiosi e a concerti che ci inorgogliscono, come l’apertura a Abbath nel 2016. Dopo diversi assestamenti all'interno della band, iniziamo a ragionare sul nuovo materiale, che si delinea con un sound più epico e feroce, lasciandosi alle spalle le sonorità più folkloristiche dei primi anni e nel 2018 iniziamo la composizione vera e propria di Rise. Nel 2023 i Gotland sono sicuramente una band più matura, più concentrata sui propri obiettivi: i due anni di pandemia sono stati complicati, come per tutti d'altronde, e hanno rallentato drasticamente i progetti della band, ma oggi possiamo dire che Rise ha dato nuova linfa vitale ai Gotland. Parallelamente alla preparazione dei nostri live show per la promozione del concept, stiamo lavorando al nuovo materiale e, anche se la composizione è ancora in fase embrionale, siamo già molto soddisfatti delle nuove idee. 

08 – Quali sono le band che più vi hanno influenzato? 
Le nostre influenze, in realtà, sono dettate principalmente dai nostri ascolti e gusti musicali, che sono molto variegati: siamo cinque membri che ascoltano tantissima musica. Passiamo da band di livello mondiale come Bathory, Septicflesh, Emperor, Nile, Windir e Summoning, a maestri eccelsi come Ennio Morricone, John Williams, Hans Zimmer e Alan Silvestri, solo per citarne alcuni. Ma apprezziamo anche tantissime realtà nostrane, che a nostro parere stanno dimostrando di non avere nulla da invidiare ai colossi internazionali: Furor Gallico, Atavicus, Selvans, Veratrum, Ponte del Diavolo, Lou Quinse, Hopeless, Scream3Days, Voltunma e tante altre che stanno rendendo la scena italica sempre più interessante e soprattutto sempre più di livello nella proposta musicale 

09 – Pensate di portare quest’opera in sede live? Cosa si deve aspettare che verrà a vedere un vostro show? 
Stiamo preparando i nostri show per ritornare sul palco dopo tanto tempo. Siamo consapevoli che non sarà sempre fattibile portare l'intero concept di Rise live, per via della sua durata, ma per due occasioni sarà presentato tutto completamente. Infatti, il 7 ottobre si terrà il release party nelle nostre terre, al Arka di Chieri, dove per l'occasione ci faranno compagnia due band straordinarie: Lou Quinse e Sulphureum. Mentre la seconda data sarà il 1 dicembre nelle terre Bergamasche per la prima edizione del Malpaga Winter Night, dove chiuderemo il fest da headliner, suonando anche questa volta l’album per intero qualche sorpresa che al momento non anticipiamo. L'intento della nostra performance live e catapultare il pubblico all'interno della storia che raccontiamo attraverso la nostra musica. In particolar modo con Rise, che ci vedrà mettere in atto un show totalmente inedito sotto ogni aspetto. Credo che sarà una piacevole sorpresa anche per chi ha sempre seguito i Gotland durante il loro cammino. 

10 – Lascio a voi l’ultima parola… 
Grazie mille per lo spazio che HeavyMetalManiac ci ha dedicato, sia per questa intervista che per la bella recensione che avete realizzato sul nostro album. Un saluto a tutti i vostri lettori e tutti gli amici che ci seguono. Vi aspettiamo sotto il palco e al bancone!


Intervista a cura di John Preck

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