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MOLESTED DIVINITY "The Primordial" (Recensione)


Full-length, New Standard Elite
(2023)

Tornano alla nostra attenzione i Molested Divinity, band che dalla Turchia ci propone un violentissimo Death Metal senza compromessi: anche quest’ultimo lavoro è graziato da un artwork splendido, e ammetto di essermi avvicinato a questa band in passato proprio per via delle copertine così cupe e ben realizzate: chi, come me, è cresciuto con le illustrazioni di Dan Seagrave, Michael Whelan, Kristian “Necrolord” Wåhlin e Kris Verwimp comprende benissimo come anche l’occhio voglia la sua parte…

Tematiche anti-teistiche, anti-cosmiche, anti-tutto, gorgogliate senza sosta da un growl che affoga ogni parola di ogni verso in una fanghiglia putrescente. Un assalto ininterrotto di riff assurdi, che si infrangono impazziti su di un tappeto di blast-beat che ora sono in battere, subito dopo in levare, poi si rallenta, ma nell’attimo successivo si ritorna a correre. La suddivisione in brani è una mera formalità: tutto è omogeneo, nel suo vorticare continuo…

Anche in questa release, i Molested Divinity confezionano tutto in una veste non troppo curata come produzione: i suoni sono un po’ impastati, la tempesta di frequenze scaturite dagli strumenti non viene gestita a dovere; già abbiamo uno stile dove è difficile dire dove finisce un riff e dove ne inizia un altro, se poi ci mettiamo un resa sonora non proprio limpida, si rischia davvero di non far capire più nulla all’ascoltatore! Non so se questa scelta di produzione sia voluta oppure frutto delle circostanze e delle contingenze: con dei suoni più definiti questo album, come i suoi predecessori, avrebbe brillato di un’intensa luce nerissima, così invece è tutto un po’ troppo opaco; ancora una critica circa il suono del rullante, che rimanda sempre a una serie di colpi a raffica su un fustino di cartone: ci sono estimatori di questa scelta timbrica, lo so bene, solo io non sono fra questi!

Un buon album di Death Metal dalla frenesia distruttrice: una prosecuzione senza soluzione di continuità con i precedenti album, sia nel bene che nel male! Questa recensione la potete applicare, con un “copia e incolla”, anche agli altri lavori dei Molested Divinity: in pratica tre piccioni con una fava!

Recensione a cura di Luke Vincent
Voto: 70/100

Tracklist:
1. The Primordial (Back from the Void) 
2. Epoch of Spiritual Consciousness 
3. Evolution Through Deception 
4. Ominous Winds Blow Towards the Eternal Realms 
5. Heretical Absolution 
6. Dissonant Whispers Beyond the Ruinous Gate
7. Colossal Vaults of Phantasm 
8. Condemned Martyrs

Line-up:
Emre Üren - Guitars, Bass
Cédric Malebolgia - Drums
Erkin Öztürk - Vocals

Web:
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