CANCER "Inverted World" (Recensione)


Full-length, Peaceville Records
(2025)

Carriera costellata di eventi non sempre favorevoli, con alcuni stop e ripartenze che hanno segnato la storia della band, ora i Cancer si trasferiscono in Spagna (dalla originaria Gran Bretagna) e con questo album presentano tre nuovi membri, tra cui spicca il batterista dei Wormed, ovvero Gabriel Valcázar.

Questo album in poche parole è ciò che indica proprio il noto sito Metal Archives sotto la dicitura "genre", ovvero un lavoro a cavallo tra death e thrash metal molto massiccio e devoto alla vecchia scuola, ma con degli ottimi suoni che fanno un po' da contrasto ad un songwriting che appare, come già detto, classico e allo stesso tempo lineare. Non ci sono tecnicismi, non c'è la volontà di suonare originali a tutti i costi, ma solo il voler dimostrare che dopo tanti anni la band è ancora disposta a dare spallate importanti. 

Il disco inizia con due canzoni molto buone, e soprattutto la seconda "Until they Died" colpisce perchè già alza il tiro, la potenza e anche l'ispirazione. Pur avendo già detto che questo disco è tutto sommato lineare, non dovete pensare che sia un disco banale e/o scontato. La band suona un death metal che molto difficilmente si butta in velocità troppo sostenute e questo dà modo di forgiare brani che appaiono davvero carichi di groove e dove si può giocare con una buona alternanza di pesantezza ed oscurità e ripartenze killer, come succede nella varia e molto buona title track o anche in un altro ottimo episodio quale è "Covert Operations".

Un disco come questo forse non riesce più a stupire andando avanti con l'ascolto, ma tutto sommato il songwriting rimane di buon livello per tutta la sua durata e di tanto in tanto la band aggiunge qualche arpeggio o dissonanza che fa aprire il tutto verso qualcosa di più tecnico e cerebrale ("39 Bodies", "When Killing Isn't Murder"), e quindi il risultato finale è sicuramente positivo seppur non trascendentale. Ma se volete un disco solido, quadrato, suonato e prodotto bene di antica concezione death/thrash metal questo potrebbe essere il disco che fa per voi. 
Tutto già visto e sentito, ma presentato da una band che sa affrontare certe sonorità con classe e competenza.

Recensione a cura di Sergio Vinci
Voto: 68/100

Tracklist:
1. Enter the Gates 05:09
2. Until they Died 04:37
3. Inverted World 04:11
4. 39 Bodies 05:00
5. Test Site 03:49
6. Amputate 
7. When Killing Isn't Murder 
8. Covert Operations 
9. Jesus for Eugenics 
10. Corrosive

Line-up:
John Walker - Guitars, Vocals (lead)
Daniel Maganto - Bass
Gabriel Valcázar - Drums
Robert Navajas - Guitars (lead)

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